La Dea Madre Mediterranea

Le Tipologie

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Lo studio della vasta e varia produzione delle Dee Madri ha consentito agli studiosi di individuarne l’interessante evoluzione del gusto estetico e le analogie con produzioni di altre culture. Pur essendo le tipologie o stili diversi, con fusioni e varianti degli stessi, se ne possono individuare tre fondamentali: stile volumetrico “naturalistico”, stile geometrico “cruciforme”, stile geometrico “a traforo” o “a vitino di vespa”.

Le statuine appartenenti al primo stile sono per lo più modellate su volumi sferici o cilindrici, rappresentate in posizione assisa o stante, rare volte coricate su un fianco. La figura è resa plastica, naturalistica, obesa in maniera esagerata, specie nei glutei (steatopigia). Il corpo è suddiviso, salvo qualche eccezione, orizzontalmente in tre parti: testa-collo, spalle-petto-braccia, glutei-pancia-gambe. La testa spesso evidenzia una parrucca a calotta o una folta capigliatura. Emerge, fra le diverse produzioni pur di rozza fattura, la raffinatezza della decorazione del copricapo come ad esempio nella statuina di Cúcuru is Arrius presso Cabras (Oristano): forse un ricamo, forse un pizzo o un intreccio a cordicelle, da cui pendono fin nelle spalle lunghi nastri. Il viso è prevalentemente caratterizzato dallo schema a “T” (sopracciglia orizzontali e naso a pilastrino o listello), mentre gli occhi e la bocca sono resi  con taglio a fessura. Alcuni esemplari sono rappresentati con le braccia ripiegate sotto il seno, con le mani tagliate “a frangia”; oppure con le braccia allungate e aderenti ai fianchi con le mani aperte “a palme” o “a ventaglio”.  Altro elemento quasi sempre presente è il triangolo pubico particolarmente accentuato.

Le statuine appartenenti allo schema geometrico cruciforme appaiono, rispetto alle prime, fortemente stilizzate in uno schema geometrico appiattito a placca, la cui forma è trapezoidale, o con due barre trasversali che, sintetizzando le braccia, formano una “T”. La forma steatopigia si sviluppa solo nei glutei “a gradino” o “a scarpa” e nei seni sporgenti a forma di cono o a bottoni cilindrici. La testa si sintetizza in un lungo listello di forma cilindrica, includendo anche il collo. Gli arti inferiori sono uniti e presentano talvolta un lievissimo accenno ai piedi.

La terza tipologia comprende le statuine sempre stilizzate in forma geometrica, ma traforate simmetricamente in modo da staccare le braccia dal busto. La testa, per lo più a forma di disco, è unita a un collo lungo e sul viso piatto l’unico elemento vistosamente evidente è il naso “a listello” o “a pilastrino”. Il busto che si restringe notevolmente in vita, mette in evidenza piccole mammelle generalmente a forma di tronco di cono. Gli arti inferiori sono rappresentati uniti e in dimensioni ridotte, rispetto al corpo. L’effetto di queste statuine a traforo è di grande leggerezza come se si trattasse di oggetti di artigianato ligneo.