La Dea Madre Mediterranea

Dea Madre di Cabras

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Dea Madre di Cabras

Stile geometrico–volumetrico – Alt. 18cm; larg. 10,5cm; spess. 8,7cm. – Calcarenite Giallina. Cabras, Cuccuru is Arrius
Cagliari, Museo archeologico Nazionale

 

Venere femminile stante, Cabras

Cabras

E’, senza dubbio, fra le più interessanti sia per la composizione ornamentale di grande effetto estetico che la caratterizza e la rende preziosa e raffinata, sia per la sua importanza simbolica, che il contesto di rinvenimento ci aiuta ad interpretate. La statuina è l’elemento più importante del ricco corredo funerario di una tomba ipogeica ed era posizionata vicino alla mano destra di un cadavere rannicchiato, non a caso ma con precise funzioni. Importante presenza simbolica è anche l’ocra rossa sulla suppellettile e sullo scheletro, un richiamo al sangue, elemento rigenerativo (presente anche in altre culture) molto probabilmente legato a cerimonie rituali. La statuina era vista e vissuta dunque come immagine che trascende la dimensione terrena a cui i mortali si rivolgevano con devozione, nella speranza di ricevere la rinascita dopo la morte. La testa, non proprio cilindrica è, rispetto al resto del corpo, volutamente esagerata in grandezza, forse per rafforzare un ideale mitico e religioso. La preziosità della parrucca di capelli è resa da una corona composta da tre cordoncini sovrapposti; lateralmente la parrucca scende a ricoprire le tempie con un elemento decorato ad arabesco e, posteriormente termina in trecce e nastrini che ricoprono le spalle: un motivo a zig zag ne arricchisce la preziosità. Il viso risulta particolareggiato e il resto del corpo modellato con elementi sferoidi divisi da una linea. Anche in questa statuina, con le braccia allungate lungo i fianchi, sono segnate le cinque dita delle mani.