La Dea Madre Mediterranea

Alghero

Italiano Sardu English

Dea Madre di Alghero

Stile Geometrico Planare – Alt. 30cm – Marmo.
Cagliari, Museo archeologico Nazionale

 

La Dea di Porto Ferro
Porto Ferro
La statuina proviene da un ipogeo funerario appartenente alla cultura egeizante e minoizante di San Michele. Lo stile è geometrico e schematico, non è evidenziata in modo chiaro l’articolazione delle braccia, sia pure in forma astratta. Fa parte delle varietà cosi dette a “traforo” o a “vitino di vespa”, in cui vi è un richiamo alle statuette cicladiche del Nord dell’isola. Un sottile listello forma il naso, mentre gli occhi sono evidenziati mediante piccoli circoli rilevati da un’incisione concentrica a bulbo. Il collo è piatto sul davanti e leggermente tondo sul retro ed è rotto sopra l’attaccatura al busto. Le mammelle sono piccole e coniche. La statuina è stata traforata come se fosse un oggetto di artigianato ligneo e arricchita da elementi decorativi, quali una linea a solco verticale che divide in due parti simmetriche le spalle e le braccia posteriori e la decorazione con dei tocchetti in rilievo delle stesse. Cronologicamente viene collocata tra il 2000 e 1800 a.C.( dea di Porto Ferro)descrizione tratta da( Sculture della Sardegna Nuragica G.Lilliu La Zattera1966).

Dea Madre di Alghero

Stile geometrico planare – Alt. 5,3cm – Marmo Bianco
Cagliari, Museo archeologico Nazionale

 

idolo schematico in forma di Violino
Alghero
La statuina faceva parte del corredo funerario di un adulto o di un bambino.
Le parti del corpo (testa, spalle-petto, glutei) sono inserite in un contorno continuo che alternando linee concave e convesse crea una forma piuttosto singolare che ricorda quella di un violino. La parte centrale, trapezoidale, suggerisce la sagoma del busto che forma un tutt’uno con le braccia. La linea di contorno, insomma, è l’elemento principale che caratterizza la statuina, in cui si può trovare un richiamo alle figurine arcaiche cicladiche e cretesi.