La Dea Madre Mediterranea

Il Paleolitico

Italiano Sardu English
Caverna usata dall'uomo nel Paleolitico per ripararsi

 

 

Gli uomini comparvero sulla terra circa due milioni di anni fa, il periodo che racconta fenomeni ed avvenimenti in base a reperti archeologici si chiama preistoria e il primo periodo, ossia quello più antico è il Paleolitico. Fin dal Paleolitico l’uomo cominciò a soddisfare il proprio bisogno di mangiare, di ripararsi dal freddo, di difendersi dai nemici e dagli animali. Iniziò per questo ad abitare le caverne. Strofinando le pietre scoprì il fuoco e andò a caccia per procurarsi il cibo.

 

 

 

 

Il Paleolitico in Sardegna

 

Grazie ai reperti litici in selce e quarzite ritrovati a Perfugas (Rio Altana) e Corbeddu (Oliena) abbiamo una testimonianza oggettiva della presenza dell’uomo nel Paleolitico in Sardegna. Gli studiosi ritenevano che i primi insediamenti dell’uomo nell’Isola risalissero unicamente al periodo Neolitico, successivamente – grazie a degli scavi archeologici condotti nel Sassarese e nel Nuorese – sono state rinvenute pietre scheggiate sicuramente risalenti al Paleolitico.
L’uomo sviluppa interessi artistici, raffigura e rappresenta attraverso l’arte parietale e mobiliare, tutto ciò che fa parte della sua vita, dei suoi usi e costumi. Egli sente la necessità di rappresentare momenti di vita quotidiana forse a scopo documentaristico o più probabilmente per soddisfare esigenze riferibili alla dimensione spirituale e magico – propiziatoria. Dipinge nelle pareti delle caverne sia figure di animali sia umane. Queste abitudini le ritroviamo nella nostra Isola ma sono presenti in tutto il bacino del mediterraneo occidentale e orientale. Ciò che maggiormente colpisce di questo periodo è l’interesse che l’uomo manifesta per la religiosità, iniziando a scolpire le prime statue femminili collegate al culto della Dea Madre o dea della fecondità. Egli infatti entra in contatto con la divinità, la riproduce con forme artistiche e allo stesso tempo comunicative, contribuendo a formare una sua prima e iniziale identità culturale. In tutto il bacino del Mediterraneo si iniziano a scolpire le prime statue femminili collegate al culto della Dea Madre di cui abbiamo la testimonianza più antica nella già citata Venere di Willendorf (Austria) datata fra il 23.000 ed il 19.000 a.C. Queste prime dee sono scolpite, lavorate in maniera estremamente semplice.