La Dea Madre Mediterranea

Il Nuragico

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La cosiddetta “Signora Bianca” di Turriga – Senorbì, statuina in marmo in stile planare, appartenente alla cultura di Ozieri, è stata individuata dallo studioso Lilliu, quale modello standard che segna il periodo di passaggio verso una nuova mitologia: l’ideale “femminile” farà luogo a quello maschile con gli idoli degli antenati – eroi – dei. Già si individua, infatti, in questa statuina, un suggerimento, infatti, in alcuni particolari (collo lungo, seni acuti, naso a pilastro) ai successivi bronzetti nuragici. Forse la Dea Madre delle tombe ipogeiche neolitiche può essere identificata, ora, in quelle sculture facenti parte di piccole scene, quali le ben note “madri”: “madri magiche”, “superiori”, dee protettrici dei figli, o, semplicemente, comuni madri.

Nel corso del Bronzo Medio (1600 – 900 a.C.) si sviluppa la straordinaria architettura megalitica: la tomba prenuragica si evolve prima nella allées couvertes (andito coperto) e poi nella tomba dei giganti; si costruiscono le prime torri nuragche, la cui funzione resta ancora argomento di dibattito e di contrasto tra gli studiosi e su cui si stanno, comunque, aprendo nuovi orizzonti.

Si sviluppa una vasta, varia e soprattutto innovativa, produzione scultorea con l’introduzione di quel materiale duttile e versatile qual è il bronzo.

La produzione si allarga ad altri temi e soggetti, che forniscono all’osservatore, allo studioso interessanti informazioni, dall’abbigliamento, alle armi, agli strumenti da lavoro o a quelli di uso quotidiano domestico; sono, questi, i bronzetti nuragici.

 

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