La Dea Madre Mediterranea

Culture e Stili in Sardegna

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Analizzando la Dea Madre sarda nelle sue fasi di evoluzione si notano i vari stili compositivi corrispondenti ad altrettante culture. Quello naturalistico della Venere di Macomer o Venere Callipige appartiene alla cultura di Bonuighinu, sviluppatasi durante il IV e III millennio a.C. (4000 – 3400 a.C.) il cui nome è dato dalla località situata nel territorio del comune di Mara (Sassari), in cui si trova la grotta di Sa ‘Uca de su Tintiriolu (la bocca del pipistrello).

La cultura di San Ciriaco, considerata inizialmente appartenente a Bonuighinu, trova oggi per lo più una collocazione a se stante e di passaggio verso la successiva cultura di Ozieri (3200 – 2800 a.C.); deve il suo nome al villaggio preistorico che si trova a Terralba. Tra i reperti più significativi trovati nelle grotte funerarie ci sono bellissimi idoletti volumetrici rinvenuti nel villaggio di Cúcuru is Arrius vicino a Oristano ed a Su Cungiau de Marcu nei dintorni di Decimoputzu. Appartengono alla cultura di Ozieri e di Filigosa le statuine di stile cruciforme e quelle di stile geometrico a traforo o a “vitino di vespa”.

Nelle statuine a traforo vi è un richiamo agli idoletti cicladici7, elladici ed anatolici, ma anche minoici di Creta, questo stile è chiamato “egeizzante” o “minoizzante” di San Michele di Ozieri