La Dea Madre Mediterranea

L’arte parietale

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In molte Domus de Janas, tombe ipogeiche del V e IV millennio a.C., in Sardegna, son state trovate in grandi quantità statuine di divinità femminili. Questo tipo di sepoltura è quello più documentato in tutta l’Europa pre-nuragica. Le Domus de Janas, sono assai numerose (circa 2500) e diffuse in tutta la Sardegna. Il nome deriva dalla fantasia popolare che le ritiene abitate dalle “janas”, le fate della tradizione sarda.
Particolare attenzione merita l’aspetto decorativo e simbolico delle Domus de Janas, luogo in cui la figura della Dea Madre, che presiede alla resurrezione dei morti, trova la sua collocazione.
Esistono ben 191 tombe, dislocate, per lo più, nella zona nord-occidentale e centrale, decorate con pitture, ma anche con incisioni o con sculture, o, in alcuni casi, con tutte e tre le tecniche espressive. In molte Domus de Janas vi sono scolpite sulle pareti le spirali che rimandano alla dea, raffigurata nella sua prerogativa di dea degli occhi e dell’acqua, caratteristica che le viene attribuita non solo in Sardegna ma in tutto il Mediterraneo. Simbolo della divinità maschile sono invece le corna taurine. Per quanto riguarda l’aspetto simbolico di questa figura maschile la tesi finora accreditata è quella secondo cui la protome13 rappresenterebbe il Dio Toro, compagno della Dea Madre e guardiano, assieme ad essa, della tomba.

 

La domus di Corongiu

 

La Domus di Corongiu  |  Sa Dómus de Corongiu  | La Domus di Corongiu
La domus di Corongiu del tipo con pozzetto verticale d’accesso, anticella e cella sepolcrale, riveste particolare importanza perché presenta sopra e ai lati del portello d’ingresso dell’anticella alla cella interessanti motivi decorativi. Il disegno costituito da un elemento verticale sopra il quale si dipartono lateralmente le spirali è stato interpretato come lo schema di un viso umano; si è visto in esso la raffigurazione della dea madre rappresentata come “dea degli occhi” qui indicati dalle spirali mentre l’elemento verticale è la rappresentazione figurativa del naso. Sopra i due settori d’ornato a zig zag, simbolo del mare, sembrerebbe di riconoscere motivi di barche con la prua e la poppa rappresentate da spirali unite da un elemento orizzontale. Il defunto è posto per tanto sotto la protezione della divinità, “la dea degli occhi” onnivegente. L’ornamentazione simbolica di Corongiu trova confronti in Sardegna in motivi dipinti della tomba di Mandra Antine – Tiesi e della tomba 2 della necropoli a domus de janas di Montessu (Villaperuccio, CA) di cultura Ozieri. L’altra divinità protettrice, il Dio Toro, simbolo di fertilità è presente con l’ocra rosso bruno.

 

 

Tomba 2, Pimentel, S’ Acqua Salida. Questa tomba è particolarmente importante perché nella parte opposta all’ingresso, sono dipinte in ocra di colore rosso bruno , due protomi taurine, con schema a T, delimitato da un riquadro rettangolare sempre in ocra rossa, che corre per tutta la parete.