La Dea Madre Mediterranea

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Il lavoro che verrà esposto fa parte di un progetto che comprende anche l’elaborazione di una guida didattica, di cui ne è parte integrante, ed è nato dopo aver frequentato due diversi corsi complementari tra loro: quello di operatore museale e quello di operatore dell’identità culturale.

L’interesse dei sardi verso la conoscenza della loro storia e con essa della loro identità culturale è sempre più forte e gli studiosi, attraverso l’ampio e eccezionale impegno nelle loro esplorazioni scavi e recuperi, stimolano la curiosità e la fantasia anche nei giovani studenti, che ne fanno oggetto di studio.

Gli studiosi hanno ritrovato e letto molti elementi definiti ”Mediterranei”, che a suo tempo sono penetrati nella civiltà dei sardi, così come altre componenti della nostra storia e civiltà sono stati esportati nel Mediterraneo.

Ora in un contesto molto ampio del nostro passato, della nostra civiltà sarda, ma anche Mediterranea, certamente non passa inosservato un culto molto antico che ci appartiene: quello della Dea Madre.

Questa figura , rappresentata in tanti modi, secondo le diverse facies culturali, dai popoli antichi che si sono susseguiti nel tempo, costituisce un importante patrimonio archeologico, che, senza dubbio, valorizza l’antica civiltà sarda e, poiché si sa che sul passato si fonda il presente e il futuro, spetta ora a noi il compito della rivalorizzazione e della ricerca, nell’attuale patrimonio culturale, di tracce del nostro passato, leggendo, osservando, scrutando tra i reperti esposti nei musei, cercando, nel confronto con il “presente”, di individuare gli elementi che possono essere visti come residui di questa divinità preistorica. A tale proposito le tradizioni popolari sarde hanno tanto da raccontare: le feste paesane con i loro riti religiosi, le maschere rituali, il comparatico di San Giovanni, le cerimonie di fecondazione, di reincarnazione agricola; tutti elementi attraverso i quali il culto della Dea Madre è stato tramandato fino ai nostri giorni, filtrato spesso, attraverso la religione cristiana.

Il sito si presenta in lingua italiana, sarda e inglese, in modo tale che le esposizioni risultino più chiare e rispettose dell’aspetto linguistico e possano, altresì, favorire l’acquisizione e la divulgazione della lingua sarda, non solamente a livello di conoscenza, ma, soprattutto, di utilizzo e tutela della stessa.